AMICI

Seduto tra sacchi di cemento, piastrelle e altro materiale per il “mio cantiere” vedo realizzarsi lentamente le mie idee e ispirazioni architettoniche.

Docce a cielo aperto in mezzo banani e Bougainville, colori rubati ai tropici, profumi onnipresenti..

Spazio sul salotto aperto verso un giardino rigoglioso e rilassante..

Rumori di lavoratori in pantaloni strappati e magliette sbiadite.. lavoratori con sigarette al profumo di chiodi di garofano nell’angolo di bocche in visi sorridenti.. lavoratori a quattro Euro al giorno, felici lo stesso..

Rifletto sul costo di un camion di sabbia.. 30 Euro.. da noi?  Mio fratello lavora nei materiali edili, devo chiedere ..

Ivan dirige i lavori con maestria, ride molto di più, da quando è il responsabile ufficiale del progetto “Villa Ratna”

Ieri era l’Anno Nuovo cinese, ero fuori con i miei amici George, Julie, Lola, Eva e gli altri.. C’era anche la mamma di Eva, ottantatre anni, cinese, 45 paesi visitati, incluso il Polo Nord e quello Sud.

Tutte le volte che la vedo, il cuore mi s’illumina, una donna fuori dal comune. Figura esile, elegantissima, un po’ come la nostra Rita Levi – Montalcini.. occhi vivi e spirito affilato, una battuta sempre pronta.

George, sempre di buon umore, pronto ad aiutare, girare e fare da consulente in ogni momento e per ogni evenienza.

Buffo ed intelligente. Cinese pure lui, come del resto tutti, eccetto Paolo, milanese, Bruno, francese e me..

Cinesi e, stupefacente, cattolici. Osservanti e praticanti..

Eccezione ieri, happy New year: sangue è più denso dell’acqua.

Penso quanto sono fortunato.

In  Austria ero mai da solo:  la mia famiglia sempre presente.. da Milano, da Bergamo, dall’Alto Adige e Resto del Mondo..

A Milano poi.. un’unica ondata di solidarietà, Luca in primis, mente vulcanica e depravata J di innumerevoli azioni Pro – Christian, tutte brillanti anche se all’inizio impossibili..

 

La lista continua lunghissima, Paolo, Mavie, Maurizio, Herbert e Christine, Giancarlo e, e, e..

Vorrei invece tornare indietro, al giorno dell’incidente..

Quando ero nel pronto soccorso, tre donne erano al mio fianco: la prima Stella, un amica di Milano, che quel giorno, forse mi ha visto la prima volta realmente, Monika, l’unica donna per la quale avrei dato un occhi.. e poi: Cristina.

Senza esitare è venuta con me nella difficile trasferta da Bali a Singapore, lasciando a casa Mia, splendida figliola di appena un anno, rimanendo al mio capezzale dopo l’intervento massacrante, aspettando che Sabine, mia cognata, arrivasse dall’Italia, per coordinare con maestria tutto il carroccio attorno alla mia persona. Oggi la sento quasi tutti i giorni e ancora la sicurezza che lei è a due passi, mi permette di stare qui..

Sabine: altro capitolo.. Ha fatto tanto, senza chiedere niente, semplicemente: esserci.. difficile per lei interpretare i miei pensieri che sono lontani anni luce dal suo mondo pulito e ordinato. Senza commento ha fatto quello che andava fatto.. grazie per questo..

 

Poi arriva Much, il cugino.. anche lui, aereo da Roma prende il volo verso Singapore con la stessa semplicità come prendere la Metro a San Babila a Cordusio, semplicemente perché c’era bisogno. Così..

Much parte e arriva Paolo.. certezza assoluta, scoglio in un mare di tempesta, irradia la sicurezza della quale sto agognando, linfa vitale per la mia sopravivenza.. organizza con poche mosse, poche parole e lasciandomi tranquillo e ben sperante..

E’ il turno di Ema, vulcano senza compromessi, sta con me, mi tira su, flirta con cento donne allo stesso tempo, tiene contatti con mezzo mondo, mi presenta Ale, che poi lo sussegue, relaziona mio fratello, litiga con l’amministrazione e tutto questo a Singapore, città multimilionaria e sconosciuta ai più..

Ale, ingegnere, tranquillo, sicuro e puntuale come un orologio svizzero. Nemmeno mi conosceva, ma è bastata l’amicizia con Ema..

Beh, poi c’è Arturo, caso a parte..

Arriva da Dubai, nervoso come una tigre in gabbia, reduce da infiniti interventi dopo un incidente in gioventù, impaziente e arrabbiato con chi, secondo lui dovrebbero fare di più, se non c’era possibilità di ulteriori interventi per migliorare ecc..

Insomma esce tutta l’anima delicata sotto una scorza ruvida e dura.. paura di invecchiare, dell’incognito e del dolore..

A Merano mia Mamma e mia sorella soffrono per la lontananza e per l’impossibilità di intervento..

Ma c’è una persona, che immagino come in un quadro di Carl Spitzweg, seduto in un retrobottega con i proteggi maniche nere, accessorio d’altri tempi, telefoni su telefoni che squillano, telex che rumorono, uno schermo di computer impolverato, sputante domande su domande, l’anima della mia salvezza, il motore di ricerca e soluzione, La Persona per la quale sono vivo, mio fratello Michael.

Lui più che chiunque altro ha vegliato su di me, giorno e notte, non tralasciando nemmeno un granello di informazione, catapultato nel mio mondo caotico, fatto di migliaia di conoscenze, amicizie e alleanze..

Continua ancora oggi a vegliare su di me, ogni tanto in un modo un po’ poco ortodosso, ma sempre amorevole..

Senza di lui niente!

Un altro pilastro il mio Hermano Fernando..

Dalla lontana Argentina, mente brillante e grande amico da quando ci conosciamo, abituato a prendere in mano responsabilità e decisioni importanti tutti i giorni, non blatera tanto ma agisce in maniera veloce e forte.

Lui e Tatty, la loro storia l’ho visto nascere, arrivano a Bolzano, io non ero ancora del tutto presente, e Fernando non perde tempo: cosa muovo, come muovo, schiaccio si o no.. domande precise e mirate.

Non capisco, non sul momento.. qualche giorno dopo arriva (Milano – Bolzano n.b.), borsa nera in mano, sorriso complice sulle labbra..

Non capisco, ho la mente rallentata da farmaci e nuovi impatti sul cervello ogni ora.

Ne esce una cosa che lentamente riesco a riconoscere.. VAIO.. non era un computer?

Ebbene si.. lo è.. bellissimo, argento, design “fikissimo” (direbbe Arturo..).

Escono due specie di mouse con una palla rosso fuoco al centro, Nando maneggia un po’, traffica col tavolino e finalmente, sorridendo apre: Ok, da oggi puoi usare di nuovo il PC, welcome back in technology..

Lo guardo stupefatto.. Oki.. ma con le mani paralizzate come faccio a scrivere?

Ha, trionfante il sorriso.. esce delle cuffie con un microfono e spiega.. NATURALLY SPEAKING questo è il segreto..

Lo guarda come una mucca una Porsche rossa.. NAT.. che?

Di nuovo quel sorriso da monello.. è un programma che traduce le parole in scritto..

Hmm, quel che mi ricordavo i programmi con tecnologia di riconoscimento vocale erano ancora poco affidabili..

Un po’ scettico passo per l’introduzione del programma e rapidamente comprendo che impara con me.. strabiliante..

Come Fernando, strabiliante e nel suo genere unico..

Ultimamente lavora troppo, ma riesce a trovare sempre un buchino per due parole in Skype (nel frattempo con l’invenzione di Chripep® sono tornato a scrivere) e a leggere il mio Blog, una cosa che mi fa enorme piacere, perché senza di lui il mio mondo sarebbe molto più ristretto..

Poi ci sono Steve e BB, due anime in … hihihi, sicuramente non in pena..

Valorosi guerrieri sulle strade notturne del mondo (da Milano a Bali..) continuano a rallegrare e spronare il mio spirito goliardico non tralasciando proprio niente, pronti a cambiare atteggiamento immediatamente nel momento del minimo accenno di necessità da parte mia..

Credo che se succedesse qualunque cosa brutta, loro, come hanno ampiamente dimostrato, ci sarebbero e questo mi fa stare bene..

Giordano, altro pilastro portante.. mamma mia mi accorgo che potrei costruire un grattacielo a posto della casetta di bamboo con tutti i pilastri..

Unico nel suo genere, non ha esitato a dividersi dalla folta schiera di pretendenti per passare il capodanno con me, in un centro di riabilitazione anonimo, con una bottiglia di Bollinger, Grande Annata e un gruppetto di handicappati, rimasti li..

Cultura e vino, questo è il mio amico Giordi, compagno di viaggio e baldoria.. sempre presente..

Mami e Papi meritano un capitolo a parte, troppe le parole e troppe le emozioni..

Toto idem, un uomo, un ideale e una lunga storia da narrare.. troppo poco lo spazio, troppo poco il tempo.

Cristina e Phinette, duo infernale, fautrici della Pro Am dedicata a me, amiche e compagne di gioco.. donne eccezionali che hanno saputo trasmettere la loro dedizione e passione a centinaia di persone, e fare si che cinquanta squadre giocassero sotto una pioggia torrenziale, mentre io ero a letto, da poco tornato da Singapore.

Un grazie a tutto il circolo golf di Bogogno, generoso nell’ospitare la mia gara, arrivata ormai alla terza edizione e perfettamente organizzata.

A questo punto farei un break, anche perché non ce la faccio più a scrivere..

 

Domani è un altro giorno, domani si vede..

 

Amici, ebbene si, è diventato molto più lungo del previsto..

 

Si vede che sono un uomo fortunato.. molto..

Buona notte..

 


 

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